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La comunicazione ai tempi del COVID-19

da | Marzo 25, 2020 | Blog, Marketing

Chiaramente, non mi sto riferendo alla comunicazione scientifica, né a quella istituzionale e politica, benché in entrambi i casi il fatto di farsi supportare da professionisti della comunicazione, ma soprattutto da esperti di comportamento umano di fronte alle crisi, avrebbe probabilmente evitato ondate di panico e reazioni incontrollabili. Anche la grande diffusione di fake news non ha contribuito ad una gestione razionale e organizzata della situazione, ma non è nemmeno di questo che vorrei parlarvi.

Sto scrivendo nel momento, ad ora, di massima restrizione delle norme sul movimento dei singoli, nel momento in cui in tutto il mondo il numero di contagi non accenna a diminuire e il numero di decessi aumenta, nel momento in cui sono chiuse o lavorano da remoto tutte le aziende che non rientrano nelle filiere produttive considerate essenziali. E ci hanno tolto anche la battuta “potrebbe andare peggio, potrebbe piovere!” perché la primavera che aveva iniziato ad allietare le nostre pause in terrazzo è stata spazzata via da una perturbazione che porta neve e raffiche di vento… nel momento, quindi, che sembra il più basso mai toccato. Sembra.

Gli esperti ci rassicurano che sperare in una ripresa prima di Pasqua è follia pura, addirittura essere ottimisti su maggio, se fino a pochi giorni fa era plausibile, ora è considerato indice di grande ingenuità. Per tutti noi che lavoriamo nella comunicazione, il controllo ossessivo dei calendari delle fiere e degli eventi rimandati-cancellati-a data da destinarsi è ormai lo sport quotidiano più impegnativo.

Tuttavia, in questo scenario tutt’altro che consolante, ci sono alcune cose che non dobbiamo dimenticare e che ci permettono di dare anche una lettura alternativa alla situazione.

Le avrete ormai sentite e risentite ovunque in questi giorni, ma la capacità di RESILIENZA degli esseri umani, unita alla veridicità statistica dell’affermazione che DALLE GRANDI CRISI NASCONO LE GRANDI OPPORTUNITÀ, e all’osservazione dell’innegabile ondata di GENEROSITÀ e SOSTEGNO che sta dilagando, non può che farci ben sperare in un futuro più roseo rispetto a quanto dicono alcuni esperti che preannunciano almeno 18 mesi di crisi profonda.

Ma per essere resilienti e per cogliere le occasioni, non basta restare fiduciosamente in attesa che tutto migliori e che lo Stato vari i decreti sugli aiuti alle aziende e alle famiglie. Non basta continuare a portare avanti le proprie mansioni da remote working e sperare che tutto passi velocemente. Non serve nemmeno tirare i remi in barca e farsi prendere dallo sconforto.

Cosa fare per Resistere e Ripartire

Ci sono alcune azioni che invece sono fondamentali per non farsi prendere alla sprovvista dopo che tutto questo sarà passato, ma anche per evitare di dover riiniziare da un punto davvero troppo arretrato rispetto a quello in cui eravamo fino a febbraio 2020. Non perdere terreno e fare strategie per le conquiste del dopo-coronavirus, questo è ciò che dovete fare ora.

Come?
Innanzitutto pianificando e mettendo in atto due piani per la vostra azienda: uno di gestione della crisi immediata e uno di restart. Pensare solo di gestire il momento e poi di tornare a fare quello che si faceva prima è illusorio: il “prima” non tornerà in tutto e per tutto uguale a sé stesso e non lo farà per molto tempo. Molti equilibri saranno cambiati, molti punti fermi scardinati. Solo chi saprà mettere in atto una strategia a step potrà uscirne con successo.

Seconda azione davvero importante in questo momento è: NON SMETTETE DI COMUNICARE, o iniziate a farlo.
Comunicate con i vostri clienti, comunicate con i vostri fornitori, comunicate la vostra azienda come mai avete fatto prima, comunicate come state combattendo, comunicate come state resistendo.

Comunicate non per vendere, perché adesso ogni tentativo smaccato di vendita di beni non essenziali è fuori luogo e può risultare offensivo, ma comunicate per raccontare la vostra resilienza, I VOSTRI VALORI, la forza del vostro team, le vostre radici territoriali.

In questo momento di confusione, in cui tutto ciò che conoscevamo sta velocemente deragliando, c’è qualcosa che non smette mai di essere attuale, qualcosa di cui gli esseri umani non si stancano mai perché è profondamente connaturato alla loro natura di mammiferi il cui raziocinio è impastato di emozioni: le storie e i valori che esse portano. Ci ricorderemo delle aziende che hanno convertito le produzioni per regalare mascherine e respiratori, ci ricorderemo delle cordate di solidarietà, ci ricorderemo dello startupper che ha stampato in 3D le valvole per i respiratori.

Quando tutto questo sarà finito, ma prima ancora che lo sia, avremo bisogno di ripensare le nostre scale di valutazione, di rifondare alcuni parametri e tra questi le persone, i clienti e i potenziali clienti, vorranno dei perché molto forti per comprare da voi. Che non dovranno essere necessariamente atti eroici, ma potrà essere la vicinanza che gli avete dimostrato in questo periodo, potrà essere un supporto emotivo che altri non hanno dato, potrà essere un report di sostenibilità ambientale che prima non si era mai fatto, potrà essere una miglior brand advocacy e la valorizzazione delle vostre risorse umane in maniera innovativa, potrà essere una maggior connessione con il vostro territorio, e così via.
Non ci sarà ripresa se non impareremo a ripensarci come imprenditori, cittadini, società.

Per questo nei prossimi giorni pubblicheremo degli approfondimenti su singole tematiche di comunicazione, per darvi consigli concreti su come gestire i vostri canali esistenti o crearne nuovi (troverete indicazioni per la comunicazione sui social media e per le attività di indicizzazione e ottimizzazione del vostro sito).

Ma ricordate, è fondamentale per le aziende non smettere di comunicare, ma soprattutto imparare a comunicare, e a scegliere ogni giorno, la loro parte migliore, quella che parla alle emozioni, quella che si basa sui valori condivisi, quella che porta tutti fuori dalla crisi.

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